sabato 7 aprile 2012

Mercoledì 11 aprile ore 17 - Expo Pedara

I Gd di Pedara organizzano un dibattito, un momento di analisi e riflessione, su Pedara e su cosa essa offre ai giovani. Saranno presentati i risultati di un questionario su Pedara ed i luoghi aggregazione giovanile somministrato ad un centinaio di giovani pedaresi.

giovedì 20 ottobre 2011

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PD - Roma 5 novembre 2011

Chi volesse partecipare alla manifestazione nazionale del 5 Novembre a Roma, può contattare o mandare una e-mail di conferma a Salvo Bonaccorsi cell. 3478057498 (carpediem80@hotmail.it)  L'anno scorso siamo andati in 18, se quest'anno fossimo di più non sarebbe male; la partenza è prevista da Catania venerdì 4 ore 22 circa, mentra il ritorno è previsto nella mattinata di domenica; il costo del treno è 10 euro (andata-ritorno).

martedì 31 maggio 2011

sabato 21 maggio 2011

REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO 2011

Scheda com­pleta sui quat­tro que­siti re­fe­ren­dari del 12 e 13 Giu­gno 2011, che ri­guar­dano: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione di fatto dell’acqua pre­vi­sto dal de­creto «Ron­chi» (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare.

Cosa sono i referendum

Il re­fe­ren­dum è uno stru­mento di eser­ci­zio della so­vra­nità po­po­lare, san­cita all’articolo 1 della Co­sti­tu­zione della Re­pub­blica Ita­liana, e l’esito re­fe­ren­da­rio è una fonte del di­ritto pri­ma­ria che vin­cola i le­gi­sla­tori al ri­spetto della vo­lontà del po­polo. Sono quat­tro le ti­po­lo­gie di re­fe­ren­dum con­tem­plate dalla Co­sti­tu­zione italiana:
  • il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge,
  • quello sulle leggi co­sti­tu­zio­nali e di re­vi­sione costituzionale,
  • quello ri­guar­dante la fu­sione di re­gioni esi­stenti o la crea­zione di nuove regioni,
  • quello ri­guar­dante il pas­sag­gio da una Re­gione ad un’altra di Pro­vince o Comuni.
Il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge (ar­ti­colo 75) si uti­lizza come so­lu­zione per abo­lire una legge già esi­stente o parte di questa.

Quando sono?

Se­condo legge po­te­vano es­sere svolti tra il 15 aprile e il 15 giu­gno, ma i re­fe­ren­dum abro­ga­tivi sono stati in­fine fis­sati per il 12 e 13 giu­gno, quindi senza unire il voto con le ele­zioni am­mi­ni­stra­tive del 15–16 maggio.
Tale scelta è stata cri­ti­cata quale enorme spreco di de­naro pub­blico e come ten­ta­tivo di non far rag­giun­gere il quo­rum ai re­fe­ren­dum. Un ten­ta­tivo di boi­cot­tag­gio. In­fatti se non an­dranno a vo­tare il 50% + 1 de­gli aventi di­ritto i re­fe­ren­dum non sa­ranno validi.
referendum
Il Mi­ni­stro de­gli In­terni Ro­berto Ma­roni (della Lega di «Roma la­drona») ha scelto per la di­vi­sione delle due con­sul­ta­zioni. Di fatto que­sta de­ci­sione co­sterà alle casse dello stato, come evi­den­ziano al­cune stime ri­por­tate dalla stampa, uno spreco di 400 mi­lioni di euro in più ri­spetto ad un ipo­te­tico ac­cor­pa­mento delle ele­zioni am­mi­ni­stra­tive col referendum.

Re­fe­ren­dum, in campo la so­cietà ci­vile: Quat­tro sì per cam­biare l’Italia

È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo in­so­ste­ni­bile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia.
Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica – sia del go­verno che dell’opposizione – a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.

Que­sito n. 1 SCHEDA ROSSA: re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica — abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati

«Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 «Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria» con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante «Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia» e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante «Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea» con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?».
Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati.
Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

Que­sito n. 2 SCHEDA GIALLA: re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica — abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di «mercato»

«Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 «Norme in ma­te­ria am­bien­tale», li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: «dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito»?».
Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile.
Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

Que­sito n. 3 SCHEDA GRIGIA: re­fe­ren­dum ener­gia nucleare

«Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?».
Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la «rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare». Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante «Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria» fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge «con mo­di­fi­ca­zioni» il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Ita­lia.
Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

Que­sito n. 4 SCHEDA VERDE: re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento

«Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante «di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?».
Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano.
Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto «scudo» nei con­fronti del si­stema giudiziario.

Le po­si­zioni


Per i «NO» si schiera chi ac­cetta, so­prat­tutto per coe­renza ad una «lo­gica» di mer­cato, sia la spe­cu­la­zione sull’acqua (pur sa­pendo che sia un bene pub­blico es­sen­ziale per la vita); sia la spe­cu­la­zione sul nu­cleare (pur sa­pendo che que­sto sia gio­care d’azzardo con il di­sa­stro nu­cleare a spese del pia­neta e delle ta­sche dei con­tri­buenti); sia la «li­bertà» di farla sem­pre franca, in quanto po­tenti, nei pa­lazzi di giustizia.
Per i 4 «SI» vo­te­ranno quei cit­ta­dini in­ter­vi­stati che cre­dono in un’Italia pu­lita, so­li­dale, giu­sta e li­bera dai ten­ta­coli an­che po­li­tici della ma­la­vita. Che cre­dono che la giu­sti­zia, per es­sere tale, deve es­sere as­so­lu­ta­mente uguale per tutti, an­che per i ric­chi e i po­tenti, e so­prat­tutto per i pro­pri am­mi­ni­stra­tori (pre­si­denti del con­si­glio in­clusi). Cit­ta­dini che, pre­vi­denti se non per sé, per i pro­pri fi­gli, vo­gliono vi­vere in un’Italia al si­curo dai di­sa­stri nu­cleari (la «pe­ste ra­dioat­tiva»), al ri­paro delle spe­cu­la­zioni dei po­chi sulla vita dei molti. E che re­cla­mano l’acqua come un bene ine­sti­ma­bile, pro­prietà ir­ri­nun­cia­bile di ogni italiano.

Il re­fe­ren­dum sul nucleare

No­no­stante l’approvazione della mo­ra­to­ria di un anno sul nu­cleare in Ita­lia, il re­fe­ren­dum non si ferma. An­che per que­sto si vo­terà a giugno.
Ed è as­sai pro­ba­bile che con il re­fe­ren­dum del pros­simo giu­gno gli ita­liani di­ranno ‘no’ al nu­cleare. Se­condo al­cuni son­daggi, in­fatti, il 90 per cento circa de­gli ita­liani pre­fe­ri­sce le fonti rin­no­va­bili al nu­cleare. Non solo. A quanto pare, dopo il di­sa­stro in Giap­pone il 17 per cento della po­po­la­zione ha cam­biato idea sulla si­cu­rezza delle cen­trali nu­cleari, ora è pari al 69 per cento il nu­mero di per­sone con­tra­rie a que­sta misura.
[Si noti che il go­verno giap­po­nese ha man­te­nuti se­greti i dati su li­velli di ra­dia­zioni molto mag­giori a quelli ri­ve­lati si­nora. Si veda: Giap­pone: di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima peg­gio di Cher­no­byl]

Per i Sì, o per i No, ma vo­tiamo tutti

Non vo­tare, adesso che tanto è stato fatto per ga­ran­tire una scelta de­mo­cra­tica del po­polo, vor­rebbe dire per­dere un’occasione im­por­tan­tis­sima per af­fer­mare con chia­rezza che i cit­ta­dini de­vono es­sere ascol­tati. Vo­tiamo tutti. Per i Sì o per i No, cia­scuno voti a se­conda della pro­pria co­scienza. Ma vo­tiamo tutti. Non la­sciamo la de­mo­cra­zia nelle mani dei pochi.
Ri­cor­diamo inol­tre, per cor­ret­tezza, che è pos­si­bile sce­gliere quali re­fe­ren­dum vo­tare, ri­ti­rando solo le schede che in­te­res­sano. Il quo­rum viene cal­co­lato per ogni sin­golo quesito.

domenica 1 maggio 2011

lunedì 25 aprile 2011

sabato 23 aprile 2011

sabato 12 marzo 2011

martedì 15 febbraio 2011

LA SICILIA domenica 13 febbraio 2011

FIRMA ANCHE TU!!


OGGI e DOMANI
dalle 17:30
al Circolo di Pedara
Corso Ara di Giove 134 (accanto Palazzo Pulvirenti)

lunedì 14 febbraio 2011

SE NON ORA QUANDO? ADESSO!!!


Grazie alle donne e agli uomini che ieri sono scesi nelle piazze di tutta Italia e di tanti Paesi di tutto il mondo per manifestare la volontà di costruire un paese migliore.

Grazie per l’adesione e il sostegno che ha unito così tante persone, numeri che non possono e non devono essere ignorati.

Grazie a tutte e tutti noi, che senza strumentalizzazioni abbiamo alzato una voce senza bandiere per dire: basta! Una voce che rimane alta contro chi sceglie ancora il silenzio come risposta.

La nostra lotta continua. Intanto continuiamo e continuate a rimanere in contatto con chi ieri era in piazza e con chi non ha potuto manifestare. Continuiamo e continuate a a discutere, a proporre, a costruire.

Ieri è iniziata la risposta al nostro “se non ora, quando?”.

Inizia L’ADESSO.

mercoledì 9 febbraio 2011

MANIFESTAZIONE 13 FEBBRAIO - mobilitazione donne italiane



Il Circolo del Partito Democratico di Pedara aderisce alla manifestazione del 13 Febbraio mobilitandosi insieme a tutte le donne italiane, contro il Presidente del Consiglio.

Vogliamo dire a Silvio Berlusconi che l'Italia delle feste di Arcore non è l'Italia vera.
Non è l'Italia delle donne che lavorano e contribuiscono alla crescita del paese, non è l'italia delle madri che mandano avanti la propria famiglia, non è l'Italia di tutte le studentesse che vogliono costruirsi il loro futuro.

Diciamo tutte a gran voce che non siamo donne a disposizione del Presidente, che il nostro paese vuole e deve CAMBIARE e per questo ne chiediamo le dimissioni imminenti.
Ci vediamo alle ore 10.30 alla villa Bellini, distribuiremo dei fogli con la frase:
"Presidente io non sono una donna a sua disposizione".
SE NON ORA QUANDO?



13 FEBBRAIO 2011 VILLA BELLINI CATANIA 10:30-13:30

mercoledì 5 gennaio 2011

IL CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI MASCALUCIA

PROMUOVE

LA SECONDA SESSIONE DI INCONTRI SEMINARIALI
ALL'IMPEGNO SOCIALE E POLITICO

programma

1) Sabato 18 dicembre 2010
tema: L'Italia è una Repubblica democratica (artt. 1,2 e 3 della Costituzione)
relatore: Dott. Saro Condorelli - Segretario cittadino del Partito Democratico di Catania

2) Sabato 08 gennaio 2011
tema: Diritto d'informazione. L'etica nei mass-media (art. 21 della Costituzione)
relatori: Salvatore Scalia e Rosa Maria Di Natale

3) Sabato 22 gennaio 2011
tema: Il Codice etico del Partito Democratico
relatori: Luca Spataro - Segretario Prov.le del Partito Democratico

4) Sabato 26 febbraio 2011
tema: La scuola Italiana e la cultura della pace
relatore: Prof. Rosario Impellizzeri

5) Sabato 26 marzo 2011
tema: I 150 anni dell' Unità d' Italia
relatore: Prof. Rosario Mangiameli


gli incontri si terranno alle ore 16:30 presso il
Circolo del Partito Democratico di Mascalucia
Via Etnea 202/204


"per partecipare" si partirà alle 16:00 da Corso Ara di Giove 134 Pedara



mercoledì 15 dicembre 2010

UNA BOCCATA DI DEMOCRAZIA

di CURZIO MALTESE da La Repubblica del 12 dicembre 2010

Folla, colori, allegria, il sole e le piazze romane. Ci voleva una giornata di sana democrazia per respirare fra i miasmi di una politica ridotta all'orrido cinepanettone parlamentare recitato da onorevoli macchiette in vendita.

Una boccata di democrazia La manifestazione del Pd in piazza San Giovanni a Roma
Per distrarsi dallo spettacolo di un grande paese in mano al voto degli ultimi due voltagabbana arruolati da Di Pietro. È un sollievo incontrare le facce di un'Italia diversa, reale. Quanti erano? Chissà. Se Berlusconi giurava di aver superato i due milioni la primavera scorsa, allora qui dovrebbero essere cinque o sei. Basta confrontare le foto di piazza San Giovanni dall'alto. Fuori dalla contabilità di fantasia, comunque una marea. Ma più dei numeri conta l'emozione di veder sfilare i ragazzi dell'Aquila accanto ai precari dello spettacolo, i ricercatori e i migranti, i maestri elementari e i cassintegrati, da tutta Italia, con cento dialetti e un milione di storie.

Una gran bella giornata. Tanto bella quanto probabilmente inutile. A questa politica del paese reale importa poco o nulla. I giochi si fanno altrove, nei palazzi del potere berlusconiano. Quanti se n'è comprati? Quanti ne comprerà nelle prossime 48 ore? Nel retropalco di piazza San Giovanni, mentre parla Bersani, gli specialisti sfoderano il pallottoliere. Dario Franceschini, che di solito ci azzecca («comunque più di Di Pietro» è la battuta), sostiene che il fronte della sfiducia è ancora sopra di due voti. «Se Guzzanti passa di là, siamo pari».

L'unica certezza è che non vi sarà un solo parlamentare, un singolo esponente del popolo, che cambierà idea perché uno, due o cinque milioni d'italiani sono scesi in piazza. Badano ad altre cose, consulenze, contratti in scadenza,
rielezione, pensioni, mutui, ipoteche, debiti. La manifestazione di ieri non servirà a dare una spallata al governo Berlusconi. Ma può dare una scossa di fiducia al Partito Democratico, da mesi paralizzato da un paradosso. Il berlusconismo perde colpi, ma il principale partito d'opposizione non guadagna consensi, al contrario scivola nei sondaggi. Perché, se ha potenziale elettorale che supera il quaranta per cento? Perché, se ogni chiamata alla piazza raccoglie milioni di adesioni, quando in tutte le democrazie occidentali mezzo milione di persone in corteo costituiscono un record?

Il Pd è a un bivio storico, di fronte a una scelta difficile, che merita rispetto. Alle prese con un problema assai più profondo di quanto appaia dalle risse fra la ventina di aspiranti segretari. Il Pd deve scegliere se diventare un partito come tutti gli altri, ovvero il comitato elettorale di un leader forte e carismatico. Oppure rimanere l'ultimo partito collegiale sulla scena.

Nel suo bel discorso Bersani, assai più efficace in piazza che in televisione, ha rivendicato con orgoglio la diversità del Pd. «Non vogliamo creare passione per una persona, ma per la Repubblica». È cosa buona e giusta da dirsi, nobile. Bisogna vedere se è anche attuale. Nell'Italia berlusconizzata, ma non solo, i partiti sono la narrazione di un capo. Oggi il Pd, con tutta la fatica e il dolore affrontato per separarsi dalle proprie radici, il Pci e la Dc, si trova a perdere voti nei confronti di Vendola e Casini, rispettivamente un ex comunista e un ex democristiano, entrambi poco ex, i quali semplicemente hanno capito due o tre cose in più su come funziona la comunicazione politica nei tempi moderni. Nell'Italia del 2010 il Pd è un partito che appare fermo al Novecento, mentre il resto del mondo è entrato da tempo nel Duemila. Oppure è regredito all'Ottocento, chissà, ma in ogni caso sta altrove.

All'orizzonte del Pd oggi non esiste un leader carismatico. L'ultimo giovane pretendente l'hanno appena beccato a confabulare in segreto ad Arcore, lui sostiene per il bene di Firenze. Ma anche se si presentasse Obama in persona, il Pd per come è strutturato non accetterebbe mai di diventare il partito di un leader. Gli unici ad averci provato in questi anni, Prodi e Veltroni, sono finiti presto. Sia pure dopo aver raccolto molti più consensi delle direzioni collegiali. Ad ascoltare la gente di San Giovanni, la base del Pd non avrebbe dubbi sulla scelta da compiere. C'è il rischio che la metà delle persone scese in piazza all'appello di Bersani, in caso di primarie si precipitino a votare Vendola. Forse domani cambierà tutto, se cadrà Berlusconi. Ma per far finire il berlusconismo, più che un governo tecnico, servirebbe allora la rivoluzione invocata dal grande Mario Monicelli.
"Non vogliamo creare passione per una persona, ma per la Repubblica"


venerdì 3 dicembre 2010

Care democratiche e Cari democratici,

Vi comunico e confermo che alla manifestazione di Roma del prossimo 11 dicembre potremo partecipare grazie alla possibilità di un treno speciale che parte da Catania alle 22:00 del 10 dicembre e ci porterà a Roma. Sabato sera, dopo la manifestazione, si ripartirà da per ritornare a Catania al prezzo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i giovani sotto i di 30 anni.
Se siete interessati a partecipare o avete qualche familiare o parente che vuole partecipare, domani sabato 4 dicembre dalle 17:00 alle 18:30 circa, sarò presso la sede del PD a raccogliere i nomi dei partecipanti. Gia 16 persone mi hanno fatto sapere di voler partecipare, chiedo anche a loro di poter passare nel Circolo in Corso Ara di Giove 134 per dare conferma.

Ricordo inoltre che il gruppo giovanile è partito ed ha fatto i primi incontri, stiamo lavorando per farlo crescere e diventare autonomo, quindi aspettiamo che da ognuno di voi possa venire un aiuto, sollecitando qualche amico parente che è interessato a partecipare perchè è insieme ai giovani che si costruisce il futuro; fate riferimento a me (3478057498) o a Valentina (3479946258)

aspetto fiducioso vostre risposte alle sollecitazioni che invio
grazie sempre

Salvatore Bonaccorsi
Segretario PD Pedara